Riti che si rinnovano

Cupra pagana, Cupra cristiana

Anche quest’anno si riaccenderanno le fochere!

Il rito più atteso dai piceni di oggi, ma che affonda le sue radici in un passato lontano. Una data, quella del 9 dicembre, che rimane viva nei racconti dei più anziani: mia nonna mi raccontava sempre di quanto fosse importante questa tradizione, del passaggio della Santa Casa di Loreto. Tutta la comunità era partecipe e ognuno aveva un ruolofondamentale per la realizzazione di questo grande falò, pieno di amore e devozione. Mosso dall’amore per questa tradizione ho deciso di condurre delle ricerche più approfondite, promettendo a mia nonna che ne avrei preservato il ricordo.

fochere, falo san benedetto, piceno marche

Questo articolo è il frutto di una riflessione partita dal famoso verso di Silio Italico “quelli che i cui altari ardono lungo il litorale in onore della dea Cupra”, che mi ha permesso di condurre un percorso, un archeo-percorso indietro nel tempo.

Sappiamo che la dea Cupra era la divinità femminile venerata dai piceni. Il suo epiteto ricorrente era quello di “Regina e Madre”, citato in numerosi racconti giunti fino a noi. Il suo culto è attestato dalle fonti, dalle evidenze archeologiche e dalla memoria popolare. Con l’avvento del cristianesimo la dea, probabilmente, fu assimilata dalla Vergine, assumendone gli attributi, gli epiteti e gran parte delle ritualistiche. In particolar modo, tra le varie Vergini operanti nella cultura popolare marchigiana la Madonna di Loreto trova dei forti parallelismi con il culto ancestrale della dea Cupra.

Silio Italico, poeta latino del I d.C., nel descrivere le popolazioni picene che combatterono nella battaglia di Canne allude a delle pratiche rituali: “quelli che i cui altari ardono lungo il litorale in onore della dea Cupra”. La suggestiva immagine appena evocata rimanda ad una usanza cristiana molto sentita nelle Marche, principalmente tra San Benedetto del Tronto e Cupra Marittima; l’usanza in questione è quella di accendere falò in spiaggia (le fochere) durante la notte della Venuta, che ricorre il 9 dicembre di ogni anno. Questa consuetudine non è altro che un retaggio di quelle antiche pratiche rituali operate dai piceni in onore della loro Madre.

Riproduzione leggenda Santa Casa, Museo Civico, Monsmapolo del Tronto
Riproduzione leggenda Santa Casa, Museo Civico, Monsmapolo del Tronto

Come successe altrove, la religione cristiana raccolse queste pratiche e le riadattò alla nuova fede. In questo caso associò la dea picena alla leggenda della trasposizione della Santa Casa da Nazareth a Loreto.

Lo storico Hans Vogel, analizzando la tradizione locale, suppose che gli angeli avessero deposto la Santa Casa sopra le rovine di un tempio pagano dedicato alla dea Cupra. Successivamene, ipotizzò che l’ubicazione primitiva delle pietre, potesse essere non il luogo dove oggi sorge la basilica di Loreto ma il territorio di Montatrice, situato tra il comprensorio di Recanati e Loreto.

Le Fochere, un rito della tradizione che si rinnova.

Stando ai racconti dei locali, il rito chiamato “le fochere” è uno tra i più sentiti della comunità. Essa si riunisce in preghiere, canti e danze intorno al fuoco in attesa della Vergine, che secondo la credenza passerebbe con il suo simulacro trasportato dagli angeli, sostando per qualche minuto sopra ogni falò per riscaldarsi dal freddo e dal lungo viaggio. Ella, per ringraziare i suoi fedeli, elargirebbe loro doni e benedizioni. Così, ogni anno, la costa si illumina di tanti piccoli falò. Un rito che si rinnova: un tempo per la Cupra pagana, oggi per la Cupra cristiana: una tradizione da difendere, da preservare, da custodire gelosamente nel cassetto del nostro patrimonio culturale.

Qui i falò oragnizzati per questo 2019 nel territorio di San Benedetto per l’evento tradizionale “Reppeccème le fochere”

Bibliografia di riferimento: Strabone, Geog. V 4,2; Silio Italico, Pun. VIII V 432; Giuseppe Santarelli, Tradizione e Leggende Lauretane, Loreto 2007; J.A Vogel, De ecclessiis Recanatensi et Lauretana, vol. 2, Recanati 1859;

Seguici o lasciaci un mi piace anche su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *